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Il ritorno di Trump alla Casa Bianca segna un nuovo tentativo di ritirare gli Usa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Che cosa cambia per il mondo?

Donald Trump, appena rientrato alla presidenza degli Stati Uniti, ha firmato un ordine esecutivo per iniziare il processo di ritiro degli Usa dall’OMS. È il secondo tentativo di uscita dopo quello del 2020, bloccato dall’arrivo dell’amministrazione Biden. Una decisione che solleva interrogativi sulle implicazioni per la salute pubblica globale, i finanziamenti e il ruolo americano nelle emergenze sanitarie.

Il primo tentativo di ritiro nel 2020

Il primo tentativo di lasciare l’OMS risale al 29 maggio 2020, in piena pandemia di Covid-19. Trump aveva annunciato l’interruzione dei rapporti con l’organizzazione, accusandola di cattiva gestione della crisi sanitaria globale e di essere troppo vicina alla Cina. Il 6 luglio 2020, l’amministrazione aveva notificato ufficialmente l’intenzione di uscire all’allora segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres.

La decisione era stata criticata da esperti di salute pubblica e leader globali. Lawrence Gostin, esperto di salute pubblica della Georgetown University, aveva definito il ritiro «illegale e pericoloso per la sicurezza globale» in un commento su Lancet. Tuttavia, il Congresso statunitense aveva vincolato l’uscita al rispetto di un preavviso di un anno e al pagamento delle quote arretrate, bloccando di fatto il piano di Trump.

Quando Joe Biden è entrato in carica nel gennaio 2021, ha immediatamente annullato la decisione.

Perché Trump vuole ritirare gli Stati Uniti

Nell’ordine esecutivo firmato, Trump critica l’OMS per la sua presunta cattiva gestione della pandemia e per la mancanza di riforme interne. Ha anche sottolineato che i contributi finanziari richiesti agli Stati Uniti sono sproporzionati rispetto a quelli di altri paesi. Gli Usa, infatti, rappresentano il maggiore finanziatore dell’OMS, contribuendo con circa 1,1 miliardi di dollari nel biennio 2022-2023, pari a un quinto del bilancio totale dell’organizzazione.

Secondo l’amministrazione Trump, questi fondi sono eccessivi e potrebbero essere reindirizzati a priorità sanitarie nazionali. Tuttavia, i critici ritengono che la decisione possa ridurre drasticamente la capacità dell’OMS di rispondere alle emergenze sanitarie globali.

Che cos’è l’OMS e perché è importante

Fondata nel 1948, l’OMS è l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite. Coordina la risposta globale alle epidemie e fornisce assistenza tecnica ai paesi più poveri, distribuendo vaccini, forniture e trattamenti. Tra le sue attività rientrano la lotta a malattie come Ebola, poliomielite e mpox (ex vaiolo delle scimmie), oltre a stabilire linee guida per il trattamento di condizioni come la salute mentale e il cancro.

Il portavoce dell’OMS, Tarik Jasarevic, ha espresso «rammarico» per la decisione statunitense, sottolineando che l’organizzazione è pronta a dialogare per mantenere il partenariato con gli Usa.

Le conseguenze per l’OMS

Secondo un’analisi pubblicata su Science, il ritiro degli Stati Uniti potrebbe avere conseguenze drammatiche. Oltre alla perdita delle quote associative di 110 milioni di dollari all’anno, l’OMS rischierebbe di dover fare a meno del contributo scientifico di istituzioni americane come i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e la Food and Drug Administration (FDA).

Gli esperti avvertono che senza i fondi statunitensi, la capacità dell’OMS di rispondere rapidamente a epidemie e crisi sanitarie sarebbe compromessa. Inoltre, l’uscita degli Usa ridurrebbe l’influenza americana all’interno dell’Assemblea Mondiale della Sanità, lasciando spazio ad altri attori globali, come la Cina.

Le critiche degli esperti

Molti esperti di salute pubblica hanno definito il ritiro degli Stati Uniti un errore strategico. Ashish Jha, ex coordinatore della risposta al Covid-19 sotto l’amministrazione Biden, ha dichiarato che l’uscita «danneggerebbe non solo la salute globale, ma anche la leadership scientifica americana».

Jeremy Konyndyk, presidente di Refugees International, ha sottolineato che l’OMS svolge un lavoro insostituibile nella gestione delle emergenze sanitarie. Perdere il sostegno degli Usa, secondo lui, sarebbe un «cattivo affare» sia per l’organizzazione sia per gli stessi Stati Uniti.

L’appello dell’OMS

In una nota ufficiale, l’OMS ha ricordato che la collaborazione con gli Stati Uniti è stata cruciale per affrontare emergenze sanitarie globali e debellare malattie come il vaiolo. «Per oltre sette decenni, abbiamo salvato innumerevoli vite e protetto la salute delle persone in tutto il mondo», ha dichiarato l’organizzazione, ribadendo l’importanza di un dialogo costruttivo con Washington.

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