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In Italia sempre più donne ricorrono alla chirurgia mammaria, sia per motivi estetici sia per ricostruzione post-oncologica. Nel 2024 sono state impiantate 59.488 protesi al seno e rimosse 17.753, per un totale di 60.945 interventi. Il 58,5% ha riguardato la mastoplastica additiva, mentre il 41,5% è stato effettuato per finalità ricostruttive dopo una mastectomia.

I dati provengono dal Registro Nazionale degli Impianti Protesici Mammari, istituito dal Ministero della Salute per garantire la sicurezza e la tracciabilità degli impianti. Il Registro permette di monitorare durata, rischi e possibili complicanze, offrendo un quadro chiaro su un settore in continua espansione.

Quanto durano le protesi al seno

Le protesi non sono eterne. La durata media è di 10-15 anni, ma può variare in base al tipo di intervento e alle condizioni della paziente. La sostituzione per ragioni estetiche avviene mediamente dopo 11 anni, con casi che superano i 14 anni. Per le pazienti oncologiche sottoposte a chemio o radioterapia, la durata scende a 5-9 anni, a causa delle modificazioni dei tessuti circostanti la protesi.

Le cause di rottura delle protesi

Le protesi non scoppiano, ma possono rompersi nel tempo. Secondo i dati del Ministero, le revisioni per rottura avvengono in media dopo 14,8 anni in caso di mastoplastica estetica e dopo 13 anni nelle ricostruzioni post-mastectomia. Se il trattamento oncologico include radioterapia o chemioterapia, il tempo medio di rottura scende a 10-11 anni.

Rischi e sicurezza: il linfoma associato alle protesi al seno

La comunità scientifica monitora da anni il rischio di linfoma anaplastico a grandi cellule associato agli impianti mammari (BIA-ALCL). In Italia, il Registro ha registrato 114 casi dal 2014 al 2024, con un’incidenza di 2,68 casi ogni 100mila donne con impianti. Il rischio è quindi molto basso, pari a una paziente ogni 25mila.

Come funziona il Registro Nazionale delle protesi al seno

Il Ministero della Salute ha reso obbligatorio l’inserimento di ogni impianto o rimozione di protesi nel Registro Nazionale. Chirurghi e operatori sanitari devono registrare ogni procedura entro tre giorni dall’intervento. Le aziende distributrici di protesi trasmettono mensilmente i dati sui dispositivi venduti in Italia.

Questo strumento consente di monitorare gli interventi, identificare eventuali problemi e allertare rapidamente le autorità sanitarie in caso di problematiche. L’obiettivo è migliorare la sicurezza dei dispositivi e garantire la tracciabilità  di ogni protesi impiantata.

Qual è la taglia di seno più richiesta in Italia

Il busto di una donna con protesi al senoLe donne italiane che scelgono la mastoplastica additiva preferiscono protesi con un volume medio di 350 cm³, corrispondente a una terza misura piena. Il 65,6% delle pazienti sceglie impianti tra 300 e 550 cm³ (tra la terza e la quarta misura). Il 29,4% opta per protesi inferiori a 300 cm³, mentre solo il 5% sceglie volumi superiori a 550 cm³.

Dove si effettuano gli interventi di mastoplastica

Il 69,3% delle operazioni viene eseguito in cliniche private o strutture accreditate. Il restante 30,7% si svolge in ospedali pubblici, dove si effettuano prevalentemente interventi di ricostruzione post-oncologica.

Chirurgia e sicurezza: le precauzioni adottate in sala operatoria

Le protesi mammarie sono considerati dispositivi sicuri, ma l’intervento chirurgico comporta rischi come infezioni, sieromi ed ematomi. Per ridurre le complicanze post-operatorie, il Registro raccoglie dati su:

  • uso di antibiotici prima, durante e dopo l’intervento
  • tempi operatori medi
  • cambio dei guanti prima del posizionamento della protesi
  • utilizzo di antisettici e drenaggi

Il Registro consente di valutare l’efficacia delle procedure e migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria nel nostro Paese.

Verso un sistema internazionale di monitoraggio delle protesi

Negli ultimi dieci anni, diversi Paesi hanno istituito registri nazionali delle protesi mammarie. Il Ministero della Salute italiano sta lavorando per armonizzare i dati a livello internazionale, in modo da garantire uno scambio di informazioni rapido ed efficace tra i diversi sistemi sanitari.

Conclusione

Le protesi al seno rappresentano una scelta sempre più diffusa, sia per fini estetici che ricostruttivi. Il Registro Nazionale garantisce il monitoraggio della sicurezza e della durata degli impianti, offrendo dati fondamentali per pazienti e operatori sanitari. L’obiettivo è migliorare la qualità della chirurgia mammaria e garantire standard di sicurezza sempre più elevati.

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