L’inverno mette alla prova il cuore. Temperature rigide, infezioni respiratorie e inquinamento aumentano i rischi cardiovascolari. Il corpo reagisce alle basse temperature con la vasocostrizione: le arterie periferiche si restringono per conservare calore, aumentando la pressione arteriosa e il battito cardiaco, affaticando il cuore. Per chi soffre di patologie cardiovascolari, il rischio di infarto o ictus cresce con il freddo. Il dottor Davide Romagnolo, cardiologo presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas Rozzano e gli ambulatori Humanitas Medical Care, suggerisce sulle pagine del centro di adottare precauzioni durante i mesi freddi.
Il freddo e il sistema cardiovascolare
Quando la temperatura scende, il cuore lavora di più. L’organismo restringe i vasi sanguigni per conservare calore, ma questo porta a un aumento della pressione arteriosa. Per i pazienti con placche aterosclerotiche, anche asintomatiche, il freddo può essere un fattore scatenante di eventi ischemici.
Uno studio svedese ha rilevato che una diminuzione delle temperature è associata a un aumento del rischio di infarto miocardico. Le temperature rigide possono causare un aumento della viscosità del sangue, facilitando la formazione di coaguli e aumentando il rischio di trombosi.
Inquinamento e infezioni aggravano il rischio
L’inverno porta con sé un aumento delle infezioni respiratorie. Influenza, polmonite e virus respiratori mettono sotto stress il sistema immunitario e possono innescare reazioni infiammatorie. Questo processo può destabilizzare le placche aterosclerotiche e favorire la formazione di trombi. Uno studio australiano ha dimostrato che le infezioni respiratorie aumentano significativamente il rischio di infarto nei giorni successivi all’insorgenza dei sintomi.
A peggiorare la situazione è l’inquinamento atmosferico. Durante l’inverno, il riscaldamento domestico e il traffico urbano aumentano le concentrazioni di particolato fine (PM2.5). L’esposizione a queste particelle nocive è stata associata a un incremento del rischio di eventi cardiovascolari acuti, come infarti e ictus
Proteggere il cuore dal freddo
Ridurre il rischio è possibile con alcune precauzioni.
1. Vestirsi in modo adeguato
Gli sbalzi termici sono pericolosi. Indossare abiti a strati aiuta a mantenere una temperatura corporea stabile. La dispersione di calore attraverso la testa è significativa: coprirsi con un cappello riduce lo stress cardiaco.
2. Evitare sforzi intensi al freddo
Il freddo aumenta il fabbisogno di ossigeno del cuore. Sforzi improvvisi, come spalare la neve o correre, possono essere pericolosi. La Società Italiana di Cardiologia avverte che associare fatica a temperature polari può aumentare significativamente il rischio di infarto.
3. Prevenire le infezioni
La vaccinazione antinfluenzale e antipneumococcica è raccomandata per le persone a rischio. Ridurre l’esposizione agli agenti patogeni aiuta a prevenire complicanze cardiovascolari legate alle infezioni respiratorie.
4. Limitare l’esposizione all’inquinamento
Le giornate con livelli elevati di smog sono pericolose per il cuore. Evitare attività all’aperto nelle ore di punta del traffico riduce l’esposizione alle particelle inquinanti.
Quando rivolgersi al cardiologo
Alcuni segnali non vanno sottovalutati. È necessario un controllo medico urgente in presenza di:
• Dolore toracico, soprattutto sotto sforzo o al freddo
• Palpitazioni o aritmie
• Svenimenti improvvisi
• Mancanza di fiato anche a riposo
Un controllo cardiologico preventivo è consigliato per chi ha familiarità con patologie cardiovascolari o per chi ha superato i 40 anni.
Conclusione
Il freddo è un fattore di rischio per il cuore, soprattutto per chi soffre di malattie cardiovascolari. Le temperature rigide aumentano la pressione arteriosa, le infezioni aggravano l’infiammazione e l’inquinamento contribuisce al rischio di eventi acuti. Proteggersi con abbigliamento adeguato, evitare sforzi intensi e vaccinarsi può ridurre il rischio. In presenza di sintomi, consultare il cardiologo è fondamentale.



