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Secondo uno studio della Cornell University, il mercoledì è il giorno migliore per salire sulla bilancia. La ragione è semplice: durante il fine settimana tendiamo a mangiare di più, accumulando qualche chilo in eccesso che si smaltisce nei giorni successivi. A metà settimana, quindi, il peso riflette meglio la situazione reale del corpo. Anche se non si sceglie il mercoledì, il consiglio è quello di pesarsi sempre lo stesso giorno per ottenere una valutazione precisa del proprio stato.

Secondo gli specialisti di nutrizione, il monitoraggio del peso va fatto con costanza, senza però eccedere. Pesarsi ogni giorno non offre benefici a lungo termine. Per chi segue un regime alimentare, è sufficiente farlo una volta a settimana, mentre chi non segue piani particolari può farlo anche ogni uno o due mesi. Questo permette di mantenere attivo un sistema di automonitoraggio che rende più consapevoli del legame tra stile di vita e peso.

Pesarsi ogni giorno non offre vantaggi significativi

L’idea di pesarsi ogni giorno può sembrare utile, ma gli studi, tra cui una revisione pubblicata sull’International Journal of Behavioral Nutrition and Physical Activity, suggeriscono che non è necessario. Il monitoraggio quotidiano non porta risultati migliori rispetto a quello settimanale. Alcuni partecipanti hanno effettivamente perso peso misurandosi con maggiore frequenza, ma la differenza è stata minima. Il rischio è che questo comportamento diventi ossessivo, portando a stress inutile.

Un monitoraggio troppo frequente può alterare la percezione del corpo, influenzato da fattori temporanei come la ritenzione idrica. Fluttuazioni del peso sono normali e legate a molteplici variabili, tra cui ormoni, idratazione e alimentazione. Una variazione di peso fino a un chilogrammo può essere dovuta all’acqua trattenuta nel corpo, senza riflettere un vero cambiamento di massa.

Evitare l’autoassoluzione

Alcune persone evitano di pesarsi nei periodi in cui sanno di aver esagerato con il cibo. Questo porta a una disconnessione dai segnali del corpo. Un controllo settimanale, invece, aiuta a mantenere una consapevolezza costante senza diventare un’ossessione.

Pesarsi, un uomo con una bilancia in mano spaventatoUn altro rischio è legato ai picchi e alle oscillazioni del peso, che sono normali durante la settimana. Uno studio pubblicato su PLoS One ha evidenziato che il peso può variare dello 0,35% a causa di questi fattori. Pesarsi settimanalmente, invece, permette di cogliere meglio le variazioni reali, senza essere influenzati da fluttuazioni momentanee dovute all’acqua che viene trattenuta maggiormente dai carboidrati durante la digestione, che però non rappresenta un effettivo aumento di peso. Tendono ad accumulare più acqua le persone che in genere hanno una dieta povera di carboidrati, nel momento in cui li mangiano.

Infatti il corpo trattiene temporaneamente più acqua: per ogni grammo di carboidrati consumati, tratteniamo 3-4 grammi di acqua per immagazzinare l’energia sotto forma di glicogeno. Trattengono più acqua, dopo un pasto ricco di carboidrati, solo le persone che hanno azzerato le loro riserve di glicogeno, quindi chi segue le diete low-carb o chi mangia molti carboidrati dopo digiuni più lunghi di 12 ore.

Fluttuazioni di peso e idratazione: un fattore chiave

Il peso del corpo cambia continuamente in base a fattori come l’idratazione, il consumo di sodio e il livello di attività fisica. Lo studio spiega che l’acqua trattenuta nel corpo può influenzare il peso in modo significativo, ma temporaneo. Quando si consumano carboidrati, infatti, il corpo trattiene più acqua per immagazzinare energia sotto forma di glicogeno. Il fenomeno è più evidente nelle persone che seguono diete povere di carboidrati o che li consumano dopo lunghi digiuni.

Anche se queste variazioni di peso non indicano cambiamenti reali nella massa corporea, possono creare confusione per chi si pesa troppo frequentemente. Il consiglio è di non concentrarsi solo sul numero della bilancia, ma di considerare anche altri segnali del corpo, come il livello di energia, l’umore e la capacità di concentrazione.

Monitorare tutti i segnali del corpo, non basta pesarsi

Pesarsi è solo uno degli strumenti per valutare il proprio stato di salute. Quando si segue una dieta equilibrata e si perde peso in modo sano, il corpo invia segnali positivi: livelli di energia più alti, una migliore capacità di concentrazione e un umore più stabile. Al contrario, quando la perdita di peso è il risultato di una dieta troppo rigida, possono comparire sintomi negativi, come affaticamento fisico e mentale.

Per questo gli studiosi suggeriscono di non limitarsi alla bilancia, ma di monitorare anche altri aspetti del proprio benessere. Questo aiuta a evitare l’ossessione del peso e a mantenere un equilibrio più ampio sulla salute complessiva.

La bilancia come strumento di consapevolezza, non di controllo

Una ragazza sorride con una bilancia in mano per pesarsiSalire sulla bilancia con regolarità aiuta a mantenere un legame con il proprio corpo, ma non deve diventare un’ossessione. L’ideale è farlo una volta alla settimana, preferibilmente sempre lo stesso giorno, per avere una visione realistica e costante del proprio peso. Anche se il mercoledì può essere considerato il giorno migliore, l’importante è mantenere la costanza senza eccedere.

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