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Il caso della giovane donna, morta a febbraio per un infarto non diagnosticato, ha riacceso i riflettori sui rischi del cuore per le donne. Un infarto non riconosciuto in tempo può avere esiti fatali. Nelle donne i segni non sono sempre quelli “classici” che si osservano negli uomini.

Una donna su due è a rischio di infarto dopo i 50 anni

I rischi cardiovascolari cambiano con l’età. Dopo i 50 anni, il rischio di infarto per le donne aumenta. Studi recenti indicano che una donna su due è a rischio senza esserne consapevole. Le malattie del cuore, che tendono a svilupparsi nel tempo, spesso non vengono riconosciute tempestivamente.

Sintomi atipici dell’infarto nelle donne

Il sintomo più noto dell’infarto negli uomini è il dolore acuto e opprimente al petto, che spesso si irradia alle braccia e alla schiena. Nelle donne, invece, i sintomi sono meno evidenti. Il dolore toracico può essere assente o meno intenso, e altri segnali come mal di schiena, nausea, sudori freddi e capogiri diventano più comuni. La difficoltà sta nel fatto che questi sintomi vengono spesso confusi con altri disturbi meno gravi, ritardando così la diagnosi e il trattamento.

Mal di schiena e dolore al collo campanelli d’allarme

Uno dei sintomi più comuni nelle donne è il mal di schiena, un dolore che spesso viene sottovalutato o confuso con problemi muscolari o di postura. Tuttavia, questo segnale può essere un campanello d’allarme di un problema al cuore. In alcuni casi, il dolore può estendersi al collo o alle spalle, e raramente è localizzato al petto. La sua irradiazione verso lo stomaco può ulteriormente creare confusione.

Nausea e sudori freddi: segnali meno conosciuti ma frequenti

Nelle donne, un’inspiegabile nausea, accompagnata da sudori freddi, può essere un segno premonitore di infarto. Questo sintomo non viene spesso associato a problemi cardiaci, e per questo molte pazienti arrivano in ospedale con notevole ritardo. Anche i medici possono non riconoscere subito i sintomi atipici.

Stanchezza estrema: un sintomo che passa inosservato

Molte donne colpite da infarto raccontano di aver avvertito una stanchezza estrema nei giorni o settimane precedenti l’evento. Questa stanchezza non è giustificata da sforzi fisici o attività quotidiane. Quando si manifesta in modo intenso, accompagnata da altri segni come capogiri o difficoltà respiratorie, potrebbe essere un possibile precursore di un attacco cardiaco.

Menopausa e rischio cardiaco: la prima causa di morte

Il rischio di infarto nelle donne aumenta dopo la menopausa, a causa della perdita degli effetti protettivi degli estrogeni. Le malattie cardiovascolari diventano la prima causa di morte per le donne in questa fase della vita, superando di gran lunga le neoplasie, incluso il cancro al seno. Le donne tendono a sviluppare patologie cardiache con circa dieci anni di ritardo rispetto agli uomini, ma quando avviene, l’infarto si presenta in forme più gravi. Tra i principali fattori di rischio vi sono l’obesità, l’ipertensione, il diabete e il colesterolo alto. Il fumo rappresenta il nemico più pericoloso.

Gli anziani

Con l’avanzare dell’età, i sintomi dell’infarto possono diventare ancora più difficili da individuare. Negli anziani, il classico dolore toracico può essere assente del tutto, sostituito da un senso di oppressione al petto o difficoltà respiratorie. Anche sintomi come vertigini, svenimenti o la sensazione di testa leggera sono comuni e indicano una ridotta circolazione sanguigna al cervello. Un altro segnale da non sottovalutare è l’alterazione del battito cardiaco: un battito troppo veloce, troppo lento o irregolare potrebbe indicare un problema imminente.

Infarto, busto di una donna con un cuore Prevenzione e diagnosi precoce dell’infarto

La prevenzione è la prima arma contro l’infarto, soprattutto nelle donne. Tenere sotto controllo la pressione arteriosa, il livello di colesterolo e la glicemia può ridurre notevolmente il rischio di eventi cardiaci. Quando i sintomi si presentano, però, la diagnosi precoce diventa fondamentale. Spesso le donne tendono a minimizzare o ignorare i segnali, posticipando una visita medica. Questo comportamento aumenta il rischio di esiti fatali.

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