Sono circa 15 milioni gli italiani che soffrono di emicrania, il 24% della popolazione. Si tratta della terza patologia più frequente nell’essere umano, oltre ad essere la seconda più disabilitante. I dati vengono dall’IRCCS San Raffaele che ha promosso il report dello studio osservazionale per la definizione del “Registro Italiano dell’Emicrania I-GRAINE”.
I mal di testa sono diversi ed eterogenei nella loro espressione clinica e alcuni tipi rispondono solo a determinati farmaci. Proprio per questo, il rischio di abusarne è molto alto.
Spesso colpiscono la fascia di età tra i 20 e i 50 anni, la fase della vita in cui si è maggiormente produttivi. Molte persone affrontano il mal di testa con un antidolorifico sempre a portata di mano, tuttavia non è sempre la migliore strada percorribile.
Emicrania o Cefalea: come distinguerle
Mal di testa può assumere molte forme diverse. Una macro distinzione può essere fatta proprio tra emicrania e cefalea.
Se il primo causa un dolore quasi sempre monolaterale, talvolta bilaterale, intenso e invalidante, l’emicrania invece spesso si associa ad altri sintomi, come: nausea, vomito, fastidio alle luci e ai suoni. I pazienti con emicrania, infatti, durante le crisi tendono a isolarsi nel letto, al riparo da luci e suoni.
Donne più a rischio
Le donne sono più soggette ai mal di testa, con un rapporto 3 a 1.
Alcune fasi nella vita di una donna comportano un riassetto ormonale interno: menarca, gravidanza e menopausa. Questi cambiamenti possono rendere gli attacchi più frequenti e aggressivi.
Quali farmaci sono utili per combattere l’emicrania
Nel caso della cefalea di tipo tensivo, “contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non ci sono farmaci per l’attacco che siano veramente efficaci – afferma la dottoressa Licia Grazzi, Responsabile del Centro Cefalee dell’IRCCS Carlo Besta di Milano, come riportato dalla Fondazione Veronesi. “Questa, infatti, non risponde all’antidolorifico; solo qualche volta i farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), potrebbero funzionare, ma non è la regola. Dato che la cefalea di tipo tensivo tende a perpetuarsi per lunghi periodi, il rischio di abusare di farmaci, spesso inutilmente, è elevato”. Per quanto riguarda l’emicrania, invece, esistono farmaci specifici che necessitano di prescrizione medica come i triptani e di recente anche un nuovo farmaco sintomatico, il lasmiditan, un ditano, una nuova tipologia di farmaco per l’attacco, privo di effetti collaterali sul sistema cardiovascolare.
Come prevenire il mal di testa
Se la cefalea tensiva diventa un disturbo particolarmente frequente, “si può optare per l’utilizzo di farmaci come la amitriptilina che, usata anche a dosi modeste, e per lungo periodo, può dare un vantaggio nella prevenzione della cefalea”, spiega l’esperta.
“Da alcuni anni sono stati studiati farmaci nuovi e specifici per il trattamento preventivo dell’emicrania. Agiscono su un neurotrasmettitore direttamente coinvolto nel processo dell’attacco emicranico, il CGRP (Calcitonin Gene Related Peptide). Questi farmaci hanno una modalità di somministrazione completamente nuova e rivoluzionaria: avendo un’emivita molto lunga sono somministrati mensilmente con un’iniezione sottocute. Perché siano prescritti, il paziente a cui sia stata diagnosticata l’emicrania deve rispettare determinati criteri stabiliti da AIFA (Agenzia italiana del farmaco) come, ad esempio, registrare almeno otto attacchi mensili e riferire un preciso grado di disabilità conseguente, rilevata tramite un questionario specifico chiamato MIDAS (Migraine Disability Assessment). Inoltre, tre specifiche terapie per emicrania, indicate da AIFA, devono essere state effettuate nel passato del paziente, risultando inefficaci o non tollerate”.
Rischio di abuso di farmaci e le alternative
“L’abuso di farmaci sintomatici è un fenomeno piuttosto comune. I pazienti, talvolta, per gestire o addirittura per prevenire un attacco, tendono a usare l’antinfiammatorio o il triptano, senza che il dolore si sia ancora palesato. Se questo comportamento viene reiterato, rischiamo di incorrere in una cosìddetta medication overuse headache, ovvero emicrania da abuso di farmaci che porta a un peggioramento degli episodi, sempre più intensi e frequenti”.
Quali rimedi utili oltre ai farmaci
Soprattutto nei soggetti vulnerabili (adolescenti, donne in gravidanza o pazienti con altre patologie) possono aiutare molecole di origine naturale. Vengono chiamate nutraceutici, come il magnesio, e sono utili per il trattamento dell’emicrania. Inoltre, è importante lavorare sulle abitudini di vita. Secondo gli esperti influisce positivamente praticare attività fisica, avere orari regolari, sia nei pasti sia nel ritmo sonno-veglia. Anche la mindfulness, come testimonia uno studio condotto nell’IRCCS Carlo Besta, dà benefici clinici significativi per i pazienti affetti da emicrania cronica, ma anche algie facciali e cefalee di tipo tensivo.
Cos’è la mindfulness e come aiuta con il mal di testa
La mindufulness è una pratica antichissima. Consiste nel prestare attenzione al “qui e ora” e ad accogliere tutto ciò che arriva, sensazioni, pensieri, in maniera non giudicante. Secondo lo studio condotto dal Centro Cefalee, negli oltre 160 pazienti che hanno preso parte alla ricerca, il numero di attacchi al mese e il numero di farmaci assunti risultano essere diminuiti grazie alla pratica costante, mentre è migliorata notevolmente la qualità di vita. Questo approccio non ha particolari controindicazioni. Al Besta il programma viene svolto anche con sedute online su piccoli gruppi di pazienti, tenuto da professionisti.
Infine, gestire ansia e stress grazie alla mindfulness e all’attività fisica, aiuta i pazienti a controllare anche il mal di testa. Questo vale soprattutto nel caso dell’emicrania.



