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Appena svegli e già stanchi. La fatica di vivere è un vero e proprio malessere dei tempi moderni. La sensazione di stanchezza riguarda una persona su cinque, escludendo chi soffre di malattie croniche o ha già motivazioni chiare per sentirsi scarico. Eppure, sentirsi stanchi al mattino non è una condizione normale. Questo malessere ha avuto un peso sempre maggiore negli ultimi anni, anche per via delle sindromi post-covid. La stanchezza diurna persistente è tra i sintomi del Long-covid, viene avvertita da molti pazienti anche oltre 4 settimane dopo essere guariti dal virus. Tuttavia, la stanchezza può essere legata a molti fattori, tra cui le infezioni virali. Inoltre, la debolezza muscolare può essere segno di problemi muscolari, ormonali o a carico del sistema nervoso centrale. In particolare, se la stanchezza compromette per troppo tempo la qualità della vita è importante indagare a fondo, rivolgendosi a uno specialista.

Più a rischio donne

Sul fenomeno della stanchezza hanno indagato i ricercatori dell’Università di Losanna. Secondo i risultati di uno studio riportato dal Corriere della Sera, su circa tremila partecipanti dai 45 anni in su, le persone più a rischio stanchezza sarebbero le donne di mezza età, in sovrappeso e con un livello socioeconomico mediamente basso. Una delle cause più frequenti di stanchezza diurna tra i giovani è invece l’abitudine a fare binge watching durante la notte. Una tendenza che consiste in vere e proprie abbuffate notturne di serie tv e produce un’alterazione dei ritmi circadiani.

Stanchezza e carenza di sonno

Il termine medico per definire la stanchezza è astenia. Spesso è dovuta a una carenza di sonno, un problema che interessa molte persone e incide sulla salute. La mancanza di sonno aumenta, a lungo andare, i rischi di patologie (tra cui quelle del sistema cardiocircolatorio) o di disturbi come ansia e depressione.

Insonnia e apnea ostruttiva

Le due patologie del sonno più comuni sono l’insonnia e l’apnea ostruttiva. L’insonnia è un disturbo che si associa a varie patologie neurologiche, metaboliche e cardiache, ma anche a problemi di natura psicologica. Per quanto riguarda la sindrome delle apnee ostruttive notturne, se l’ostruzione delle vie aeree è parziale si tende a russare. Se invece peggiora, possono manifestarsi apnee di qualche secondo in cui il cervello si attiva per tornare a respirare, rendendo il sonno agitato. “L’apnea ostruttiva ha, tra le sue possibili conseguenze, l’affaticamento del muscolo cardiaco a causa della diminuzione di ossigeno nel circolo sanguigno – spiega il dottor Vincenzo Tullo, neurologo e Responsabile dell’ambulatorio sulle cefalee e sui disturbi del sonno di Humanitas. Si tratta di una condizione, di frequente sottovalutata, ma che può portare allo sviluppo di patologie cardiovascolari.

I segnali dell’affaticamento cronico

Il sovrappeso infatti affatica il corpo, non solo per lo sforzo nel portarsi i chili in più, ma anche per la produzione di leptina. Questo ormone che segnala al cervello quando il corpo ha sufficienti energie, è stato associato a un maggior senso di spossatezza. Il sovrappeso inoltre aumenta la produzione di molecole infiammatorie e un’infiammazione lieve, ma cronica, produce affaticamento. La stanchezza può anche essere il segnale di disturbi su base organica, come l’ipotiroidismo. Si stima riguardi il 5-6% della popolazione generale, con picchi di oltre il 10% nelle donne dopo i 60 anni.

Stress primo responsabile della stanchezza

Un’altra causa ormonale della stanchezza sono le alterazioni nella concentrazione di cortisolo, l’ormone dello stress. Se i livelli si abbassano oltre una certa soglia, arriva la stanchezza e si tende a perdere peso e massa muscolare. Al contrario, se il cortisolo viene prodotto in eccesso ci si sente affaticati e in questo caso il peso aumenta. Inoltre, lo stress attiva anche dei veri e propri meccanismi fisiologici che aiutano a mantenere attivo il cervello. “Si tratta di meccanismi ormonali che interferiscono con l’azione della melatonina, l’ormone che regola il ciclo sonno-veglia – spiega il dottor Tullo.

Rende stanchi anche un’attività mentale intensa e prolungata per ore, perché produce scorie nel cervello, come dimostra un recente studio dell’Università Pitié-Salpêtrière di Parigi. Dopo una giornata di duro lavoro mentale, il controllo sulle proprie azioni diminuisce. La stanchezza mentale ed emotiva è anche associata più spesso a disturbi d’ansia e depressione. Inoltre l’ansia stanca perché comporta il rilascio di ormoni coinvolti nella risposta di attacco o fuga, come l’adrenalina, che per esempio aumentano la tensione muscolare, accelerano i battiti e il respiro.

Se la stanchezza dipende dalla dieta

Le patologie organiche come la celiachia determinano un malassorbimento di nutrienti. In questo caso, così come nei casi di anemia da mancanza di ferro, la conseguenza è un calo di energie. La carenza di ferro è tra le cause più comuni di stanchezza nelle donne in menopausa, in gravidanza o durante il ciclo.

Possono essere tante le cause della stanchezza: oltre al diabete, l’ipertensione o i disturbi della tiroide, può dipendere per esempio da deficit vitaminici (come la vitamina B12). Se invece si tratta di sonnolenza dopo aver mangiato, può trattarsi di diabete non ben compensato. Infatti, l’iperglicemia rende stanchi e assonnati, nelle due ore successive al pasto.

In conclusione, la stanchezza è un sintomo molto generico che può dipendere da tante condizioni fisiche e psicologiche. Oltre a intervenire sullo stile di vita, il consiglio degli esperti è di rivolgersi al proprio medico generale quando il sintomo perdura, evitando il fai-da-te di integratori ed esami.

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